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CHE COS'È UNO STUDIO
Come tutti gli Studi Teatrali del '900
"Itaka" appartiene ad una rigorosa tradizione.
Il compito di uno Studio è sempre stato quello di restituire all'attore
il ruolo di creatore, prima di diventare uno strumento nelle mani del
regista. Le scelte didattiche sono indirizzate alla ricerca del mondo
intimo dei personaggi e alla loro espressione in pubblico.
Su questo terreno d'indagine elaboro da anni diversi piani di metodo
che sono la spina dorsale del mio lavoro e
il risultato della mia esperienza professionale come autore, regista e
attore.
Alla radice di questa impostazione resiste sempre e comunque una frase
di Vakhtangov:
"...Creare
senza essere sé stessi è impossibile".
La base operativa è quella di K.
Stanislavskij e in particolare del suo contributo ultimo: "il Metodo
delle Azioni Fisiche".
La ricerca compiuta negli Studi del Teatro d'Arte di Mosca da Eugene
Vakhtangov e Michael Cechov viene dunque aggiornata con l'esperienza
del Group Theatre di New York e dei suoi esponenti di maggior rilievo:
Lee Strasberg, Stella Adler, Harold Clurman.
Il quadro di riferimento teorico-pratico permette ad attori, scrittori
e registi di far emergere le loro qualità e di prepararli a nuovi
orizzonti professionali.
Privilegiare il processo creativo significa immancabilmente ottenere
risultati originali e innovativi.
Il campo di ricerca che si apre è
molto ampio e deve evocare la capacità di “divertimento”, la
trasfigurazione del vissuto in chiave ironica, auto ironica, orientata
verso la generosità espressiva come modalità per “Parlare di Sé” e
“Fare Arte di Sé”, in una forma non più personalistica,
ma universale. Questo cambio di destinazione soddisfa lo scopo
principale del comunicare agli altri, ovvero la creazione di quello
stato di “empatia” che permette all'allievo di verificare con mano la
propria capacità di essere ascoltato e accolto dal pubblico.
ACTING
La parola "ACTING"
("agire") nella lingua inglese ha una connotazione immediatamente
attiva, definisce qualcosa che è già in azione. Applicata al contesto
di una scena teatrale o cinematografica, implica la necessità di
"agire", ovvero di produrre cambiamenti significativi attraverso la
propria energia.
La parola "recitazione", normalmente in uso per qualificare il lavoro
dell'attore in Italia, non ha la stessa valenza dinamica, ma definisce
il processo di re-citare, quindi citare di nuovo, imparare a
memoria, dire con enfasi e altre definizioni affini indicate di norma
da
un buon vocabolario. Questo concetto imprime un marchio di
staticità, di retorica e in generale si rifà alla impostazione un
po' tradizionale ed accademica.
Una buona scuola per l'attore deve prevedere un percorso che lo
conduca a diventare un "maestro dell'azione", senza snaturare il suo
talento e le sue originali qualità forzandole in cliché e stereotipi.
Per questo motivo l' "acting" non è una definizione esterofila,
ma è il lavoro dell'attore a tutti gli effetti. Condividere una
definizione del genere implica approfondire la ricerca dell'esperienza,
studiare l'organicità dei processi psico-fisici-emozionali che
determinano la nostra vita, comprenderli per poterli trasfigurare
nell'arte del "qui ed ora", l'arte della scena. Per affrontare questo compito è necessaria una buona
dose di curiosità, inquietudine, disciplina e umiltà.
"Amare di più l'Arte in sé stessi che
non sé stessi nell'arte",
come diceva il vecchio maestro russo K. Stanislavskij.
Stanislavskij
"Nutro per Stanislavskij un grande, profondo,
multiforme rispetto. Questo rispetto è fondato su due cardini. Il primo
è la sua autoriforma permanente, il continuo mettere in discussione nel
lavoro le tappe precedenti. Ciò non consisteva nell'orientamento di
rimanere moderno. In effetti si trattava del prolungamento coerente di
quella medesima ricerca della verità.
Se la sua ricerca si è fermata al metodo delle azioni fisiche ciò non è
avvenuto perché egli trovò in esso la verità massima della professione,
ma perché la morte interruppe la sua ricerca ulteriore.
La seconda cosa per cui rispetto molto Stanislavskij è lo sforzo di
pensare sulla base di quello che è pratico e concreto. Come toccare ciò che non è tangibile? Volle trovare delle vie concrete verso ciò
che è segreto, misterioso".
Il contributo teorico e pratico di K. Stanislavskij è difficilmente
riassumibile. Si tratta di un maestro che ha costretto tutti i grandi
del Teatro del Novecento ad un confronto impietoso. Da Mejerhold a
Brecht, per non parlare di Peter Brook e Jerzy Grotowsky, tutti i
grandi registi hanno un debito con la ricerca instancabile che egli ha
operato sul Lavoro dell'Attore. Il fatto stesso che abbia
raccolto in sé una straordinaria esperienza di attore, regista e
sperimentatore fa di Stanislavskij una figura unica nel panorama del
Teatro Occidentale. Tuttora i suoi libri e le cronache delle sue regie
restano una delle letture più affascinanti per chi voglia avvicinarsi
all'Arte Scenica, un programma di alta pedagogia umana oltre che
teatrale che non ha bisogno di ulteriori commenti.
La Tradizione Americana del Group Theater e dell'Actors Studio con i
suoi straordinari attori, registi, sceneggiatori e drammaturghi non
sarebbe mai esistita senza l’esperienza degli Studi del Teatro d'Arte
di Mosca inaugurati e seguiti personalmente dal maestro russo.
"Il Metodo delle Azioni Fisiche" rappresenta la sintesi più alta ed
evoluta della sua riflessione sul lavoro funzionale all'attore.
L'eredità di questa tradizione è toccata alle poche "training company"
capaci di lasciare un segno nel teatro del Novecento, il Group Theater
negli Stati Uniti, il teatro studio di Wroclaw, la Bouffe du Nord a
Parigi, il Berliner Ensemble e pochi altri. Tutte queste realtà, con
scelte artistiche a volte molto distanti dall'estetica teatrale di
Stanislavskij, hanno dovuto però confrontarsi con il suo Sistema.
Lo Studio Itaka International Stage Art è un
luogo deputato all'insegnamento dell'Acting e delle metodologie che lo
distinguono dalla semplice re-citazione. Si avvale di una conduzione
adeguata che è il risultato di anni di studio e di una solida carriera
professionale.
Il suo obiettivo:
Conferire efficacia ad attori, scrittori e registi che operano, o
vogliano operare, in contesti professionali per emergere a livello
nazionale ed internazionale.
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Fornire
antidoti alla convenzionalità.
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Fare
dell’Attore un maestro dell’Azione.
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Esaminare
i tre fondamenti dell’Arte scenica: Ispirazione, Metodo, Partitura del
Testo.
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Privilegiare
il processo creativo, per ottenere immancabilmente risultati originali
e innovativi.
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MANIFESTO PROGRAMMA
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